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sabato 18 febbraio 2012

Dieci donne


Marcela Serrano è stata definita da Carlos Fuentes come l’erede di Sherazade, la moglie del re di Persia che, per salvarsi dalla furia omicida del marito (tradito da una delle altre consorti aveva deciso di ucciderle tutte), comincia a raccontare ogni sera al suo uomo una favola facendolo così innamorare e dando vita a quello che è uno dei capolavori della letteratura orientale “Le mille e una notte”.
In realtà la scrittura dell’autrice cilena, ormai consacrata insieme ad Isabel Allende tra le voci femminili più importanti della letteratura sudamericana, è ben lontana dallo stile favolistico di Sherazade. La sua produzione letteraria, iniziata nel 1991 con il romanzo “Noi che ci vogliamo così bene”, è sempre stata incentrata su storie di donne estremamente reali, dure, raccontate con la delicatezza e la sensibilità proprie di una donna assolutamente attenta all’universo femmineo.
Luce, un’adolescente lesbica alla violenta ricerca della sua femminilità; Luisa, vedova di desaparecido nell’estenuante attesa del ritorno del suo unico amore; Andrea, giornalista di successo che si nasconde nell’immensa solitudine del deserto di Atacama: sono solo tre delle pazienti di Natasha e delle protagoniste di “Dieci donne” ultimo caleidoscopico romanzo della Serrano. Nove storie, nove voci narranti, nove donne diverse per vita, estrazione sociale e ideali più una che è colei che di solito ascolta e che non può esimersi dal raccontarsi, soprattutto quando la penna da cui nasce la sua storia è quella di una scrittrice come Marcela Serrano.

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