
Il fascino e l'orrore della violenza nera. Gli anni settanta raccontati, per la prima volta, dalla prospettiva di un terrorista neofascista. A partire da una vastissima documentazione e una meticolosa ricostruzione storica, Alberto Garlini si fa carico di un punto di vista «scandaloso», per portare alla luce, come nessuno è mai riuscito a fare, il fondo oscuro e violento degli anni Settanta --- Stefano Guerra incontra Franco Revel - capo di Lotta Nazionale - il 16 marzo del 1968, durante gli scontri di Valle Giulia. Stefano sta scappando dalla polizia che ha sfondato alla facoltà di Giurisprudenza e, finito per caso in un'aula vuota, ammazza per paura un giovane comunista. Sarà proprio Revel a portarlo via, affascinato dalla rabbia di quel ragazzo feroce, che sembra «portare dentro la rivoluzione». Da quel giorno, Stefano diventerà parte di un'organizzazione che trasformerà la sua esistenza nel percorso del carnefice perfetto, oltre ogni illusione ideologica, fino alla strage. Nel 1985, Revel è in carcere a Milano, accusato dell'omicidio di Stefano Guerra: il tempo racchiuso tra i due estremi sarà riempito dall'interrogatorio del leader neofascista, in una deposizione che diventerà il racconto di un'Italia sotterranea, percorsa dalle «trame nere» del periodo '69-'72, al crocevia tra il tracollo di ogni costrutto politico e la violenza che cerca una ragione per esplodere.
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