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lunedì 27 febbraio 2012

alla ricerca del paradiso


Dio c’è e il Paradiso pure, con tanto di angeli suonatori, santi, madonna e anime dei defunti, a far da corollario. Prima della sua elezione in cielo, il paradiso pare fosse allocato, per diversi secoli e per opera della rappresentazione di volenterosi esegeti, da qualche parte in Oriente (più estremo che medio).
Tutta la prima sezione del poderoso studio sul Paradiso condotto da Jean Delumeau (“Alla ricerca del Paradiso”, Edizioni San Paolo 2012) è incentrata sulla collocazione fisica del giardino dell’Eden (quello arci-noto della cacciata di Adamo ed Eva secondo la Genesi, per intenderci), e certo non si può dire che l’autore giochi al risparmio: sorprendono il corpus imponente dei rimandi e la perizia con cui sono convogliati a sostegno delle tesi.
La seconda parte del volume (392 pagine alquanto fitte) affronta il tema sotto l’aspetto della trascendenza e risulta per chi scrive di una spanna più densa di stimoli della precedente.
Ho con la fede un rapporto agnostico (con punte di assoluto scetticismo): il mio approccio al testo di Delumeau è stato dunque di esclusiva curiosità culturale, non senza qualche pregiudizio. Temevo di imbattermi in una storia agiografica del Paradiso, sfacciatamente partigiana, a beneficio esclusivo degli iniziati alla fede.

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